domenica 5 febbraio 2012

Pronto? Due pizze con salami e salsiccia e una rapina in banca, grazie.

Prima i debiti: senza persone come John Caniglia, Ed Palattella, Kevin Johnson e più di tutti Richard Shapiro non sarei mai venuto a sapere nulla di questo caso: grazie, ammiro il vostro lavoro.

*  *  *


Un uomo con uno strano collare entra in una banca.
"Datemi duecentocinquantamila dollari: nel collare ho una bomba che può esplodere da un momento all'altro. State calmi e nessuno si farà male."

Può sembrare l'inizio di uno di quei film hollywoodiani, sapete, quelli nei quali di solito The best-laid plans of mice and men often go awry, per dirla col poeta, poi arriva "il negoziatore" e "lotta contro il tempo" per riuscire a salvare l'intera "posta in gioco". Qualsiasi cosa vogliano dire queste frasi.
Qualche flashback; qualche scena d'azione incentrata sul tentativo di scovare il malvagio criminale che ha organizzato l'intero piano; un po' di profondità sugli affetti dei vari coinvolti; molta tensione mentre il tempo passa; il giusto e opportuno sacrificio di un personaggio secondario; se ci riusciamo anche una nascente love story e via, abbiamo un medio thriller da stagione morta, si raccatta i suoi milioni di dollari e avanti così. Magari un sequel, dipende, forse un prequel che "scava a fondo"...

E sì, hanno anche girato un film su questa che però, come dicono prima dei titoli di testa, è "una storia vera". Valore aggiunto, sugar free.

Storia vera, sì, con tanto di filmati "veri" abbastanza forti a vedersi, non posso raccomandarli a tutti, a me hanno fatto impressione e dopo ogni visione di immagini e video di questo tipo si esce mutati di qualche spostamento, di impercettibili o significativi movimenti, forti o deboli che essi siano, e bisogna stare attenti ai cambiamenti che scegliamo di subire con leggerezza perché l'unico dato certo è che non si torna mai indietro.

A differenza di Hollywood non sono tanto bravo con i flashback e non ne tenterò più di tanti, ve lo prometto: d'altronde credo che la vicenda di Brian Douglas Wells sia abbastanza interessante anche senza trucchi narrativi di qualsiasi sorta e cercherò quindi di seguire con un certo ordine cronologico gli eventi che hanno portato Brian dal consegnare pizze a rapinare banche con un collare esplosivo degno delle trappole di Jigsaw, magari sviserò di tanto in tanto, ma nulla di che...


Chi è Brian Douglas Wells, conosciuto anche come Collar Bomber o Pizza Bomber?
Una persona come ne possiamo trovare tantissime negli USA: nasce nel "mio" stesso giorno, il 15 novembre, ma qualche anno prima del sottoscritto, in quel 1956 che a sentire Miguel Bosè è pieno di bravi ragazzi, e forse Brian ce la mette tutta a star buono: molla gli studi nel 1973 (fatevi voi due conti) e per una trentina d'anni se la cava a consegnare pizze in quell'angolo di Pennsylvania.
Né Apollo (alla già mediocre dotazione donatagli da Madre Natura si aggiunge una bella calvizie) né Creso, il nostro si arrangia e non avendo questo gran successo con l'altro sesso alle volte è "costretto" a ricorrere a servizi mercenari, ma nulla di che, quel tanto da tenere l'economia in movimento in mezzo a un tran tran probabilmente composto di lavoro, amici brillanti quanto lui e dosi di televisione/birra (scusate la ripetizione) a riempire gli spazi.
Chi non ha estremi e picchi significativi è di solito un lavoratore eccellente (o "stimato") e infatti la Mama Mia Pizzeria (originalità fulminali tutti) di Erie è ben contenta di Brian: dieci anni di fedele servizio e nulla di cui lamentarsi, assenze scarsissime, quasi zero malattie, puntuale ed efficiente e non guarda mai all'orario.

Non stiamo, per ora, a ficcare il naso nei panni sporchi di questo white trash, ci sarà tempo. Facciamo finta di conoscerlo più o meno bene, come quando nei film ci riassicurano con quattro o cinque scenette: Brian non può far male a una mosca, porta pizze in giro, è un po' tonto ma buono e bravo, solitario, noioso, prevedibile.
Saltiamo quindi al 28 agosto del 2003, Mama Mia Pizzeria, circa l'una e mezza del pomeriggio. Brian ha in pratica già smontato dal turno ma arriva una telefonata, due pizze salsiccia e salame da portare poco fuori città e il Nostro decide sfortunatamente di fare quest'ultima gitarella prima di andarsene a casa. Il tempo di prendere l'ordine e cucinare e via, non sono nemmeno le due e Brian è in viaggio.

Il posto dove deve consegnare non è il massimo: terreni incolti, erbacce, strada non asfaltata e giusto un ripetitore televisivo a permettere di individuare l'indirizzo. Brian forse è perplesso, lo sarà ancora di più quando incapperà in alcuni tizi, dei neri a sentir lui, che gli piazzeranno un collare-bomba che è un piccolo miracolo di ingegneria, verrà quindi fornito di un bastone da passeggio-fucile altrettanto artigianale e ben costruito e un insieme di istruzioni abbastanza complicato.

La prima parte è tutto sommato semplice: caro Brian, se vuoi continuare a vivere devi andare a rapinare questa banca in città. Entri, chiedi loro 250.000 dollari spiegando che se non lo fanno il tuo collare esploderà uccidendo tutti, poi te ne esci e vai al McDonald, sotto un segno troverai altre istruzioni, cerca di seguirle e non fermarti mai, solo obbedendo a quanto troverai scritto nei vari indizi sparsi in giro per la città riuscirai a ritrovarci in tempo e salvarti.

La foto la vedete anche voi: è Brian dentro nella banca PNC di Erie mentre cerca di eseguire gli ordini, raccatta solo 8.000 e rotti dollari e via verso il fast food.
Intanto l'allarme è scattato, la polizia comincia a muoversi, il rapinatore non è certo difficile da identificare e ben presto arriviamo al più classico degli stalli: le forze dell'ordine hanno beccato Brian in un parcheggio, mentre con ogni probabilità stava cercando il prossimo set di istruzioni, e lo accerchiano, lo ammanettano e lo sbattono a terra.

Brian cerca di spiegare la situazione ed è anche preoccupato di quel che possono pensare i suoi datori di lavoro lì a Mama Mia (mamma mia!), i pulotti vedono il collare e decidono di chiamare gli artificieri, non si sa mai. Passano i minuti con un Brian sempre più agitato fino a quando, alle 3:18, pochi minuti prima dell'arrivo della squadra anti-bomba, l'ordigno esplode squarciando il petto allo sventurato.
I media erano già arrivati sul posto e se siete di quelli che si tirano le seghe guardando filmati cruenti vi sarà facile rintracciare in Rete i video della morte di Brian, sono piuttosto noti e diffusi: si sa, il diritto a essere informati su come una persona possa morire in seguito a un ordigno che gli esplode sul petto è un diritto inalienabile, non possiamo andare a toccare la libertà individuale, scherziamo mica? Io ve li sconsiglio: si vede la morte di una persona e la trovo, insieme ai film pornografici, visione evitabile che arreca disturbi di vario tipo.

Resta il fatto che Brian muore per terra, in un parcheggio, e la polizia non ha molti indizi su cui lavorare: le istruzioni di cui parlava la vittima esistono davvero, riescono a ricostruire con una certa precisione il percorso di Brian dalla chiamata in pizzeria fino alla morte ma poco di più. Indagini e processo dureranno parecchi anni.

E come spesso avviene, le cose si smuovono grazie a forze che non dipendono dagli agenti investigativi, piaccia meno.Proprio quando tutto stalla e stagna, arriva il deus ex che smuove e commuove.
Accanto al ripetitore televisivo che è stato il palcoscenico della "consegna pizze" sorge l'abitazione di Bill Rothstein, un uomo sulla soglia dei sessanta che vive di vari lavoretti ed è parecchio orgoglioso sia dei suoi modi forbiti che del fatto che sa parlare altre lingue (francese, ebraico) e che ha un perfetto controllo del suo inglese. Attira per qualche momento l'interesse dei giornalisti ma nulla di che, figurarsi, la polizia non lo caga, cosa volete che possa dirvi l'unica persona che abita vicino al luogo dove dei criminali hanno messo una bomba al collo di una persona?
Dovrà muoversi lui stesso e dovremo aspettare circa un mese per l'apertura.

Saltiamo quindi al 20 settembre. Rothstein telefona al 911 e non è proprio la telefonata più normale del mondo: "All'8645 di Peach Street c'è un cadavere congelato, è nel freezer" e, sì, l'indirizzo è quello della sua stessa abitazione.
La polizia arriva e c'è davvero un cadavere nel freezer ed è di tale James Roden. Rothstein lo ha custodito per circa cinque settimane poi ha chiamato la polizia in quanto temeva per la sua vita, aveva già scritto qualche tempo prima una lettera di suicidio che contiene, all'inizio, una frase interessantissima: "tutto ciò non ha nulla a che vedere con il caso Wells". Mai s'era letta excusatio meno petita: si comincia a scavare, meglio tardi che mai.

Esce fuori che tale James Roden era il fidanzatino del momento di Marjorie Diehl-Armstrong, personaggio ben conosciuto nella zona di Erie.
In breve, Marjorie se la faceva parecchio tempo prima con Bill Rothstein e si ricorda di lui nel momento del bisogno: ha sparato alla schiena a Roden e ora ha bisogno di aiuto per disfarsi del cadavere, Rothstein decide di aiutarla e occulta il cadavere nel freezer, distrugge anche l'arma (fondendola eh, mica buttandola da un ponte) ma quando viene il momento di smembrare e far scomparire il povero James cede e chiama la polizia.

Cerchiamo di soffermarci un po' sul nuovi player, visto che conosciamo sia Wells che Rothstein.
Marjorie Diehl-Armstrong è una tipa famosa in zona.
Genio scolastico con QI altissimo e grande capacità mnemonica, è in seguito caduta vittima di terribili disordini bipolari cui si è accompagnata una curiosa coincidenza: i suoi fidanzati tendono a morire.
A 35 anni, nel 1984, ha sparato sei colpi a un suo tipo (legittima difesa) e qualche anno dopo suo marito muore di emorragia cerebrale: arriva all'ospedale con una ferita alla testa ma nessuno indaga.
Tanto intelligente quanto narcisa e instabile, Marjorie è famosa anche per strambi exploit quali il "conservare" in casa un duecento chili di burro marcio e più di trecento di formaggio andato a male: cercate di figurarvi sul serio i quantitativi, non è un panetto eh, trovo che ci sia una certa leggerezza dell'occhio internettaro (ma forse anche di quello cartaceo) quando passa sopra queste cose, questa tipa aveva in casa DUECENTO chili di burro andato a male, io quando mezza cipolla marcisce in frigo a momenti vomito, altre tempre...



Fra poco inserisco un ultimo tizio (prometto) nel quadro e poi andiamo avanti. Gli agenti incarcerano la Diehl-Armstrong il giorno seguente la telefonata di Rothstein e comincia il solito balletto di specchi riflessi e rimbalzi d'accuse: lei è la mantide dietro tutto quanto, no è Rothstein che mente apposta per coinvolgerla e bla bla bla.
Fatto sta che un anno e mezzo dopo, ancora in alto mare con le indagini, Rothstein muore in ospedale, linfoma e nel frattempo sono spuntati parecchi testimoni secondo i quali Marjorie ha ucciso Roden in quanto lui sapeva del colpo alla banca e avrebbe prima o poi rivelato il tutto.

Confusi? Pure io. Go with the flow...
Il più importante fra questi testimoni è (l'ultimo attante che vi avevo annunciato) Kenneth Barnes, tizio interessante che a un certo punto della sua vita si è stufato di riparare televisioni e ha preferito guadagnarsi la pagnotta spacciando crack. Questo Kenneth andava spesso a pesca con Marjorie, poi è finito in carcere per spaccio e proprio mentre è in carcere un suo parente riferisce che sa parecchio del caso, la polizia preme e lui decide di collaborare.

So che vi sto chiedendo di seguire un fracco di nomi e situazioni ma credo sia un intrico degno di nota, Vespa ci costruirebbe almeno 5 plastici e venti puntate.O forse... Forse no, forse no.
Marjorie, prima del fattaccio Pizza Bomber, ha proposto un affare a Barnes: ti pago se uccidi mio padre.
Secondo la donna paparino aveva parecchi soldi da parte, milioni di dollari, e li stava sperperando distruggendo giorno dopo giorno il gruzzolo cui lei avrebbe avuto diritto nel futuro.

Barnes ripara tv e spaccia crack, non è proprio il killer ideale cui rivolgersi, ma che ci vorrà mai ad ammazzare un tizio anziano e, ok, ok, ci sto, basta che mi paghi in anticipo.
Bisogna quindi trovare la somma per pagare Barnes.
Ah, vero, c'è questo tizio, Brian, porta pizze a domicilio, lo conosciamo da un po' e, beh, ha questo vizietto, l'unico punto debole, insomma si è preso bene con una prostituta tossicodipendente e per trovarle il crack ha fatto un po' di debiti con alcuni spacciatori, gente brutta, vedrai che Brian accetterà di sicuro...

Si delineano finalmente, a prima vista, tutti i ruoli di questa pasticciata vicenda che, in un film, si beccherebbe da parecchi critici un "buona regia, solida gestione delle scene d'azione e della fase processuale ma sceneggiatura lacunosa e psicologie sommarie e poco credibili".
Marjorie è il velenoso ragno che tesse la tela, Barnes il muscolo intimidatorio, Rothstein ci può mettere un po' di manico tecnico nel realizzare la bomba e il povero, ignaro Wells casca a fagiolo: gli fanno credere che sarà parte di un finto piano, che la bomba non scoppierà, che dovrà soltanto raccontare ai poliziotti che alcuni sconosciuti l'hanno obbligato a fare il tutto e invece si troverà con una vera bomba al collo e i nostri se ne sbarazzeranno una volta ottenuto il denaro.

Lo so.

Vi sembra un piano fatto nel cortile durante l'intervallo, ultimi anni delle elementari, forse primi delle medie.

Lo so.

Eppure è "reale", accaduto sul serio qualche anno fa. Bomba e bastone-fucile erano di ottima fattura, a sentire gli artificieri sarebbe stato difficile salvare il malcapitato anche con un po' di tempo a disposizione e comunque Wells era riuscito a uscire tranquillo dalla banca con 8.000 dollari senza colpo ferire. Buttali via...

Si intrecciano abilità tecniche e manuali di una certa importanza (i marchingegni del colpo) con comportamenti aberranti (200 chili di burro marcio in casa?) con recidività che sembra impossibile sia stata ignorata (l'attitudine da vedova nera) e comportamenti approssimativi che rasentano l'incredibile (Marjorie e complici che parlano con chiunque a tiro del futuro colpo, gente che un giorno ripara televisioni e il giorno dopo si crede capace di ammazzare persone, altri che custodiscono cadaveri per settimane salvo poi pentirsi e telefonare impauriti alla polizia...), un quadro nel quale alla polizia, una volta entrata, non resta che lasciar bello lasco il guinzaglio, facendo sbranare i cani rimasti per poi raccogliere i resti.

Morto da un po' Rothstein e obliterato a inizio vicenda Wells rimangono la mantide narcisa e lo spacciatore smarrito: Barnes si accorda con le autorità ammettendo colpe in vista di riduzioni di pena e, con qualche ritardo dovuto alle condizioni psicofisiche di Marjorie, quando il processo è finalmente partito c'erano ben pochi dubbi sulle colpe e le pene da ripartire.

La particolare personalità dell'indiziata ha preso il sopravvento durante le giornate, facendola diventare protagonista sopra le righe contro il parere del suo stesso avvocato: sbraita, ammette cose, se ne vanta, poi nega, sostiene che i veri colpevoli siano altri...
Dopo "solo" undici ore di riunione la giuria, a sette anni dagli accadimenti, la reputa colpevole di tre capi d'imputazione particolarmente gravi che la piazzano nella zona ergastolo.


Eppure...

Eppure...

Vi pare che un caso già così strano, memorabile e per certi versi iconico non meriti una chiusura migliore di quanto visto, del mero tribunale che mette in carcere il mastermind, con la Legge che vince?
Abbiamo bisogno di un finale tipo I Soliti Sospetti, no? Con il vero Braniac che sfugge e sorride beffardo, è più in linea con la sceneggiatura piaciona e scritta alla speraindio che ha caratterizzato questa vicenda vera tratta da un film vero tratto da una vicenda vera...

Entra in campo Jim Fisher.
Sì ok, vero, avevo detto che Barnes sarebbe stato l'ultimo, pazienza dai, sopportate anche Fisher. Professore e agente FBI in pensione, 64 anni, Fisher è ossessionato dal caso, ha studiato ogni brandello di informazione, ogni video, ogni prova, ogni deposizione, tutto quel che è riuscito a raccogliere e no, ci sono tante cose che non lo convincono.

Nutrita di tutti i dati possibili, la Behavioral Analysis Unit è con lui: il Collar Bomber è una persona paziente, capace di pianificare a lungo, che trae piacere e soddisfazione nel manipolare molte persone, disinteressato al denaro, seriamente intenzionato a distrarre i poliziotti e condurre le indagini lungo piste false. Una persona capace di costruire macchinari complessi da scarti e rifiuti, deciso a cercare una vendetta finale dopo decenni di anonimato...

Un mastermind in grado di sapere quanto fosse importante il primo giorno di indagini dopo il colpo e capace quindi di deviare l'attenzione degli agenti, un quadro psicologico che si adatta alla perfezione a Bill Rothstein, che conosceva tre lingue ed era molto bravo coi macchinari, che ha chiamato il 911 quando era ormai sicuro che qualcuna delle altre pedine coinvolte avrebbe prima o poi spifferato il tutto, che ha saputo concentrare tutta l'attenzione su Marjorie prima ammettendo parte della propria colpa (e assestando quindi la sua credibilità come colpevole "minore") e quindi facendo apparire il tutto come uno schema volto a guadagnare molto denaro da parte di una donna avida, intelligente e pazza.

E se lo si vede come un piano per mettere le mani su 250.000 dollari non possiamo che pensarla come l'accusa che, durante il processo che ha portato Marjorie al carcere a vita, ha definito il tutto come un “ludicrous, overwrought, overworked, desperately failed plan”.

Già.

Se però lo si guarda con la lente di Fisher e del programma FBI, allora è il piano perfetto di un uomo che, prima di finire nella tomba, è riuscito a gabbare polizia, magistrati, tribunali, giurie e giornalisti senza offrire loro nessuna possibilità di confronto, catarsi, epifania e tutto quel che sempre pretendiamo da Hollywood...


10 commenti:

  1. Ho cancellato alcuni commenti di ldr in seguito a sua richiesta, voglio però ringraziarlo pubblicamente per avermi fatto notare due errori, il primo banale (unica frase che ho scritto nel form invece che su word e infatti subito il refuso dietro l'angolo, è incredibile) il secondo più grave evvabbè... :)

    RispondiElimina
  2. grazie a te (io per segnalarti due errori ne ho fatti quattro... anzi, di più!).
    e grazie per questo post, intenso e in un certo senso, uhm, la parola non è giusta ma... divertente: non so dove ho di recente letto qualcosa sulla realtà che si afferma in continuazione come madre di tutte le invenzioni, stranger than fiction.
    e se penso al fatto che:
    1) possiamo inventarci le cose più incredibili, ma alla fine pochi elementi ben incastrati sono più che sufficienti a conferire sia sense of wonder che thrilling e sfida intellettuale;
    2) ma anche che, probabilmente, messi di fronte a qualcosa di semplice e diretto, non esiteremmo ad etichettarlo come "buona regia, solida gestione delle scene d'azione e della fase processuale ma sceneggiatura lacunosa e psicologie sommarie e poco credibili",

    mi viene in mente un tuo vecchio post, di secoli e un blog fa, sul cinismo, la postmodernità (credo, è un termine/concetto col quale non ho mai preso gran confidenza) e de.fo.wa., nel quale, a un certo punto, mi pare si sostenesse che siamo fin troppo distaccati per goderci strutture semplici semplicemente ricostruite*.
    ed ecco, ho come la nebulosa impressione che insomma tutto si tenga, che ritorniamo su quel punto, come per dimostrarlo.
    ma forse è solo il neuronal deleting mode, che ormai non riesco quasi più a disattivare.


    *= ma potrei sbagliarmi. vado a memoria e, diolosa, la mia memoria fa schifo.

    [ldr]

    RispondiElimina
  3. Non conoscevo questa vicenda,deo dire che è veramente grottesca peggio di certi filmetti degli ultimi anni.Solo che purtroppo sono fatti veri ed un poveraccio ci ha rimesso le penne.

    RispondiElimina
  4. Vicenda sorprendente e che non conoscevo.
    E in un certo senso divertente, come dice ldr, proprio perché stimola la nostra intelligenza - la possiamo guardare come un gioco, montarla e smontarla.

    A me ha fatto però venire anche in mente una cosa che mi disse tanti anni or sono (con accompagnamento di esempi grotteschi e sconcertanti) un amico che all'epoca lavorava per l'ufficio dello sceriffo in un posto nella mid-valley della California... "il crimine rende stupidi".
    Ed in effetti anche in questa brutta faccenda, se escludiamo l'ipotetico mastermind, tutti gli altri poco di buono coinvolti appaiono di una stupidità colossale, qua e là squarciata da lampi di scaltrezza animale che - se sono loro, e non imbeccate del mastermind - restano comunque sviluppati a metà.
    Sono sciocchi, dilettanteschi, suicidi.
    Il crimine rende stupidi.

    RispondiElimina
  5. Conoscevo solo in parte il caso e devo ammettere che mi ero focalizzato solo sul lato tecnico della cosa (collare esplosivo nello specifico). Devo confessarti (verbo quanto mai adatto) che mi sfugge come si possa progettare un piano tanto articolato quanto contorto senza ricadere in patologie mentali piuttosto gravi. Il pensiero più forte che mi ha suscitato il tuo post è il destino della prima vittima, non si sa quanto possibile complice o semplicemente consapevole del fatto di essere comunque condannato a morte.

    RispondiElimina
  6. Davvero una storia affascinante.

    RispondiElimina
  7. elvezio, te la butto lì: ma un libricino che raccolga tutte queste due biografie commentate con personaggi sempre in bilico tra il nero e il tragico (da quella di fisher in poi), sarebbe un'idea così peregrina?

    RispondiElimina
  8. Mah... Non sono a mio agio con la carta stampata e meno ancora con il montante fenomeno del self publishing,vero è che non mi costerebbe nulla radunare il materiale e spedire in giro... Accumuliamo ancora qualche "personaggio", poi vediamo :)

    RispondiElimina
  9. È stato bellissimo quello di finire il post con “Bravi Ragazzi” di Bosè. Questa storia è surrealista. Grazie mille per la condivisione.
    Sara M.

    RispondiElimina